"Su Casu Furriadu" è una tradizione gastronomica che celebra la preparazione di un formaggio cotto.
Dal 1853 a Nule si rinnova la tradizione di donare “su casu furriadu chin bussiottu” (triangolino di pane con formaggio) per la festa di Sant’Antonio.
Dal 30 maggio fino al 13 giugno, giorno della festa di Sant’Antonio, nella casa di Antonia Angela Manca si tramanda la tradizione dell’antico rito. La storia inizia quando durante la Guerra di Crimea il soldato Antonio Manca fece un voto promettendo che se fosse tornato vivo a casa avrebbe donato ogni anno la pietanza ai bambini del paese, e a tutti i Nulesi. Tornato a casa, il soldato mantenne la parola e così hanno fatto tutti i suoi discendenti sino all’ultima, proprio la signora Antonia Angela, scomparsa di recente.
È una tradizione che richiama la bellezza degli antichi sapori e dello stare insieme in famiglia. È grazie ai nipoti della signora Antonia Angela che oggi si può rivivere quel rito.
I tanti volontari, amici e le donne del paese lavorano per alcuni giorni il pane, che viene cotto al forno, infine viene distribuito col formaggio e la carne donati dai pastori. La signora Antonia Angela era chiamata “la colonnella” per il carattere e le capacità organizzative ed è proprio grazie a lei, si dice in paese, che la tradizione non è morta.
La preparazione del piatto è accompagnata da festeggiamenti, musica e danze, creando un'atmosfera di grande condivisione e comunità. "Su casu furriadu" è un rito che rappresenta non solo un momento di devozione religiosa, ma anche un'importante occasione per mantenere vive le tradizioni culinarie sarde, trasmesse di generazione in generazione.